


Baci Perugina Gelato 'Tutto, per il tempo di un bacio' - Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=ySupWU7aqGM

VITERBO - Decollano le preferenze, si accomodano gli spasimanti tra sdraio adombrate e casse da stereo, si mangiano più gelati, si collezionano “sì” e “no”: ah, l’estate… Una commedia vivace e italiana che Baci Perugina, con lo spot del gelato al cucchiaio, ha scelto di valorizzare, senza per questo banalizzarla.
Una nuance più fresca dell’abbinamento cioccolato-nocciole ha sbaragliato il mercato nostrano, annunciando la variante in barattolo come un concorrente dei più anziani dessert.
Come? Attraverso un claim non monotono, non denso di pergamene idealizzanti, ma in perfetta sintonia con la complicità delle coppie giovani: una prospettiva pulita e incantevole, tassello ed emblema dell’immaginario amoroso di tutti.
La tradizionale vocazione romantica del colosso umbro dei dolci attraversa una storia che non trasuda pesantezza, mostrandosi controcorrente per le sue note sbarazzine. L’annuncio della liaison è nel doppio cucchiaino dell’attrice, che sembra attendere con fiducia l’amante desiderato: lui la sorprende su una piccola barca e perde un remo; lei sobbalza di gusto, senza ridurre la sua reazione a una randomica goffaggine.
I due paiono già conoscersi, e l’intermezzo della billboard illustrativa degli ingredienti rafforza questa impressione di pubblico: il gelato condiviso è collante di una relazione, rafforzata da gesti semplici e affidati al puro intuito. Il barattolo di dessert, ovviamente, è uno e univoco, a simboleggiare l’affiatamento intorno a coccole mai sdoppiate e sempre declinate, nell’animo di ognuno, a piacimento della propria percezione.
Un sentimentalismo burroso e irrealistico, quasi secolarizzato, oppure una nuova visione dell’intesa tra persone simili, semplici e non asservite a disegni statici? Qui, rispondere è davvero liberatorio: l’amore di Perugina non è leziosità, ma pare parlarci di una cura dell’altro che non prende le occasioni con ottusità, ma vi ironizza su e le plasma.
Lo spaccato vede convivere una dimensione fiabesca e delicata con un trovarsi – o forse, ritrovarsi – di genuinità e gusto: una stoccata intelligente alle narrazioni impegnative e al “cinema pubblicitario” intorno ai rapporti umani, diremmo.
Si può incontrare il rischio, tuttavia, che la strategy sia snaturata, a causa del suo ripetersi nei palinsesti e nel broadcasting di rete: accendiamo la TV e ci imbattiamo in due innamorati, che, essenzialmente, si trovano a tutte le ore in una tenera cartolina lacustre, il cui progetto pubblicitario è diversamente interpretabile a ogni fruizione. Prima è l’amore che “move 'l sole e l’altre stelle”, poi può diventare routine, sebbene il claim si mantenga sempre acuto e con una vena di autoironia.
Quest’ultima parla di noi: essere testardi, sfegatati e felici insieme è possibile, se solo ci si concedesse il lusso della naturalezza e si fosse in grado di apparire con grazia, aggirando la farsa e dandosi valore.
Essere charmant e possedere carisma non è ingabbiare chi ci circonda, ma spostare il suo focus verso il bello che ci definisce: Perugina, nonostante la formula reiterata, ha intrapreso così una campagna di piazzamento a cui basta poco per essere un sogno. Tanto distante dalla disgrazia e ben lontana dalla perfezione, il suo senso risiede in chi ama stupirsi e sa scegliere chi stupire con la sua aura. Quale migliore postilla se non un disincantato “Baci!”?